IL LAVORO A TEMPO DETERMINATO
NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

CONTENUTI CORSO

CODICE MEPA (per i non abbonati a FLAT e SUPERFLAT): PA360.22

DOCENTE: dott. Luca Busico, coordinatore Direzione del personale dell’Università di Pisa - Autore di monografie ed articoli in materia - Formatore PA360

DESTINATARI: Dirigenti, funzionari e addetti Servizio Personale e Ufficio legale.

OBIETTIVI: Negli ultimi anni il legislatore, nel duplice intento di contenere la spesa pubblica e di arginare il fenomeno del precariato, è più volte intervenuto nella materia delle forme di lavoro flessibile nel pubblico impiego.
La norma di riferimento è stata, infatti, ripetutamente riscritta e modificata.
Le pubbliche amministrazioni continuano a ricorrere frequentemente alle forme di lavoro flessibile, in particolare al contratto a termine, la cui disciplina generale è dettata dal D.Lgs. n. 81/2015.
L’applicazione di tale disciplina al lavoro pubblico pone diversi problemi, soprattutto dopo la conversione in legge del cd. decreto dignità (legge. n. 96/2018).
L’utilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato spesso avviene aggirando i limiti sostanziali e procedurali fissati dalla legge, con la conseguente proliferazione di contenziosi su larga scala, che hanno coinvolto la magistratura, costituzionale, amministrativa, ordinaria (di merito e legittimità), contabile e comunitaria.
Obiettivo del corso è quello di delineare un quadro sistematico e aggiornato dell’istituto e dei numerosi problemi applicativi insorti.
Saranno analizzati gli indirizzi giurisprudenziali ed amministrativi (circolare Dipartimento della Funzione pubblica n. 5/2013 del 21 novembre 2013) e si forniranno soluzioni ragionevoli ed equilibrate su questioni delicate quali, ad esempio, l’applicazione dell’art.19 del D.Lgs. n. 81/15 al lavoro pubblico, nonché la tutela risarcitoria ex art.36 del D.Lgs. n. 165/01 ed il computo dell’anzianità pregressa del personale stabilizzato.

PROGRAMMA:
La flessibilità nel lavoro pubblico:
interventi normativi (L. 125/13, D.Lgs. 81/2015, L. 124/2015, D.Lgs. 75/2017, Legge Dignità n. 96/2018).
Il contratto a termine:
- disciplina generale (D.Lgs. 81/2015) e speciale (art.36 D.Lgs. 165/01) e loro coordinamento;
le ulteriori difficoltà generate dalla legge n. 96/2018.
Durata, proroga e rinnovo dei rapporti di lavoro a tempo determinato:
- disciplina normativa e pattizia (CCNL 2018),
-gli interventi del Dipartimento della Funzione Pubblica (pareri 26 novembre 2008, n. 56; 19 settembre 2012, n. 37561; 19 settembre 2012, n. 37562).
Diritti e obblighi del personale a tempo determinato:
- il principio di derivazione UE di non discriminazione.
- I casi affrontati dalla giurisprudenza: anzianità pregressa, permessi studio, congedo per dottorato, emolumenti accessori, incarichi dirigenziali.
L’utilizzazione illegittima del lavoro a termine nelle amministrazioni pubbliche:
- divieto di conversione;
- eterogenei orientamenti della giurisprudenza sulla tutela risarcitoria (Cass. Lav., 23 gennaio 2015, n. 1260);
- l’orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 15 marzo 2016, n. 5072);
- nuove questioni di legittimità costituzionale e comunitaria sollevate dai Tribunali (Trib. Trapani, 5 settembre 2016; Trib. Foggia, 26 ottobre 2016);
- gli indirizzi della Corte di Giustizia UE (C. giust., 7 marzo 2018, c. 494/16) e della Corte Costituzionale (C. cost., 27 dicembre 2018, n. 248).
Le stabilizzazioni del personale precario:
- la continua emanazione di norme di stabilizzazione del personale precario (leggi nn. 296/06, 244/07, 228/12, 125/13 e D.Lgs. 75/17);
- dubbi di legittimità costituzionale e criticità;
- analisi della disciplina della stabilizzazione nel D.Lgs. 75/17 attraverso le circolari ministeriali (Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, 23 novembre 2017, n. 3; 9 maggio 2018, n. 2) e recenti sentenze (Cons. St., sez. III, 30 novembre 2018, n. 6821; TAR Sicilia-Catania, 1° luglio 2019, n. 1627).
Le controversie in materia:
- questioni di giurisdizione;
- violazioni delle disposizioni imperative;
- violazioni del principio di non discriminazione;
- anzianità pregressa del personale stabilizzato.

DOMANDE FREQUENTI

  1. Quale è la disciplina normativa del rapporto di lavoro a tempo determinato?
  2. Il c.d. “decreto dignità” del 2018 ha inciso sulla disciplina del rapporto di lavoro a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni?
  3. Un’amministrazione può stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato con soggetto, che ha già superato 36 mesi di rapporto, ma è risultato vincitore o idoneo di nuova procedura concorsuale?
  4. E’ possibile negare il congedo straordinario per dottorato di ricerca a un dipendente pubblico a tempo determinato?
  5. E’ possibile negare i permessi per studio (cd. “150 ore”) a un dipendente pubblico a tempo determinato?
  6. Come deve essere considerata l’anzianità di servizio maturata a tempo determinato dal dipendente successivamente assunto a tempo indeterminato dalla medesima amministrazione?
  7. Quali conseguenze determina l’illegittima reiterazione di rapporti di lavoro a tempo determinato?
  8. L’illegittima reiterazione di rapporti di lavoro a tempo determinato può comportare per l’amministrazione la conversione del rapporto a tempo indeterminato?
  9. È obbligatorio per le amministrazioni stabilizzare i soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art.20 del d.lgs. n. 75/17?

SUPPORTO SPECIALISTICO

- Focus di aggiornamento normativo e giurisprudenziale periodico on - line
- Assistenza nella redazione di regolamenti in materia di lavoro flessibile
- Assistenza nella predisposizione dello schema di contratto di lavoro a tempo determinato
- Assistenza nella soluzione di casi concreti


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